I calciatori più pagati del Milan

Un club con una storia così ricca di successi e di trofei, sia nazionali che internazionali, non può prescindere da una rosa composta dai giocatori al top del mercato. Il che vuol dire dover sborsare diverse decine di milioni per accaparrarseli o avere uno staff di scouting ed un settore giovanile eccellenti: il Milan, fino a pochi anni orsono, aveva tutte queste componenti.    

Lungimiranza, risparmi e miliardi

L’ottima rete di osservatori rossonera è stata fautrice di grandi colpi in passato, uno su tutti Van Basten, pescato giovanissimo nel settore giovanile dell’Ajax: se l’acquisto fosse avvenuto solo un paio di anni in ritardo, avrebbe costretto i dirigenti milanisti a svenarsi per il cartellino. Lo stesso discorso vale per il settore giovanile, dal quale sono usciti campioni come Baresi, Albertini, Maldini e Costacurta: provate a pensare quanti miliardi sarebbero serviti per comprare così tante classe e personalità.

Tutto questo però non basta ed è inevitabile dover aprire il portafogli: negli anni  si è passati dai 5 miliardi per Paolo Rossi (1985), icona dell’Italia vincitrice del Mondiale nel 1982, ai 42 milioni di euro (circa 80 miliardi) per Bonucci. Tempi diversi, valore diverso del denaro: nel mezzo l’epopea Berlusconi, arrivato a sdoganare i grandi investimenti nel mondo del pallone. L’imprenditore e politico milanese è infatti alla base degli acquisti miliardari prima e milionari poi, effettuati dal calcio italiano a partire da fine anni ’80, con conseguenze non sempre positive sul cosiddetto sistema calcio.

La classe non è acqua

Se proviamo a ricordare il Milan vincente degli ultimi 30 anni ci vengono in mente grandi pilastri, soprattutto nel reparto difensivo: l’acquisto più caro fu però un numero 10, il tipo di giocatore più amato dal presidente Berlusconi. Parliamo infatti del fantasista portoghese Manuel Rui Costa, pagato alla Fiorentina la cifra capogiro di 80 miliardi di lire nell’estate del 2001. E quell’anno fu senza dubbio quello più ricco dal punto di vista degli investimenti sul mercato: soltanto poche ore prima infatti, l’uomo mercato rossonero Adriano Galliani aveva strappato a Pippo Inzaghi il fatidico sì. In poche ore si era quindi concretizzato il passaggio di “Superpippo” dalla Juve al Milan, per una cifra complessiva di circa 70 miliardi.

Inizia a nascere lo squadrone che farà grandi figure in Europa per poco meno di un decennio, con due finali di Champions League vinte e una persa in maniera rocambolesca a Istanbul. A comporre quella squadra troviamo un altro grande acquisto targato Berlusconi – Galliani: l’”Usignolo di Kiev” Andriy Shevchenko, formidabile centravanti ucraino pagato oltre 40 miliardi nel 1999 e pallone d’oro nel 2004. Proseguiamo poi con Alessandro Nesta, uno dei più forti difensori italiani di sempre, preso dalla Lazio negli ultimi attimi di mercato per circa 31 miliardi nel 2002. Negli anni della presidenza Berlusconi (1986 – 2017) arrivarono inoltre, per cifre tra i 20 e i 30 milioni di euro, giocatori e campioni quali Ronaldinho, Gilardino e Ibrahimovic.

Il nuovo corso asiatico

Dal 2017 il Milan è passato nelle mani cinesi di Li Yonghong, che ha subito speso molto: 42 milioni di euro per Bonucci, 38 per Andrè Silva, circa 30 per Kessié, senza dimenticare, i 24 per Conti e 22 per Calhanoglu. E con questo inizio, chissà cosa ha in serbo il futuro…