Le maglie più belle del Milan

La storia delle divise del Diavolo passa sostanzialmente da 3 colori: il rosso, il nero e il bianco. Nonostante gli oltre 100 anni di vita, queste sono le cromaticità a cui si affidarono i fondatori sin dall’inizio, nel lontano 1899. Un abbinamento, quello del rosso e del nero, tanto importante e chiaro nella mente di tutti i tifosi e degli addetti ai lavori da riconoscere il Milan proprio come “i Rossoneri”.

La “camicia” rossonera: tutto parte da qui

Rosso fuoco, nero paura

L’idea della maglia del Milan nasce con il proposito di testimoniare la passione per il gioco del pallone e di incutere timore negli avversari. Il tema sempre presente è quello delle strisce verticali, più o meno larghe a seconda del periodo, e i pantaloncini, semplicemente bianchi o neri. C’è da dire che nei primissimi anni la maglietta era di fatto una camicia con tanto di bottoni, strisce strette e croce biancorossa meneghina cucita sulla tasca. Pian piano i bottoni sono diminuiti prima e scomparsi poi, con l’addio definitivo arrivato nei primi anni ’30.

Si passa quindi ad una maglia con strisce piuttosto larghe ed un colletto a V nero, mantenendo sempre lo stemma della croce milanese appena al di sopra del cuore. Nel secondo dopoguerra, il colletto diventerà girocollo (sempre nero) e al posto dello stemma di Milano verrà cucito il tricolore italiano: si torna inoltre alle maniche lunghe, che erano state abolite già dal secondo modello. Fino agli anni ’80 sono proprio queste le parti che vengano modificate con più frequenza: manica lunga o corta, collo a V o girocollo, tipo di stemma.

Il bianco delle notti di gala europee

Variazioni sul tema e un bianco scaramantico

Dagli anni ’80 in poi inizia sostanzialmente una nuova era: nasce infatti l’idea dello sponsor sulle maglie e di lì a pochi anni arriveranno anche i nomi sul retro e la terza divisa. Su questa si faranno tanti esperimenti e in casa Milan si virerà, soprattutto nei primi anni, su un giallo non troppo fortunato. Il colletto da qui in poi resterà per la maggior parte delle stagioni nero a forma di V, con piccole escursioni sul bianco negli anni di storia recente. Bianco che tra l’altro, seppur sempre con richiami ai colori principali, significa molto per il Milan e ha scritto pagine indelebili della storia rossonera.

Negli anni ’40 ad esempio le strisce verticali furono messe solo al centro, una rossa e una nera.  A cavallo fra gli anni ’80 e ’90 invece, durante il periodo del Milan degli olandesi, la striscia divenne una riga orizzontale: è forse l’unico esemplare di maglia senza un tema verticale. Più in generale, indossare il bianco per il Milan è sempre stato sinonimo di classe e scaramanzia: tutte le finali di Champions League dell’era Berlusconi – Galliani sono state giocate con questa divisa proprio per volere dell’amministratore delegato. Il risultato è di 5 successi su 6 finali: cabala o no, è facile pensare che in Europa il Milan continuerà con proprio con il bianco.

Nel 1999 è stata utilizzata la maglia del centenario

Tradizione e futuro

La tradizione è rappresentata dalla maglia del centenario, indossata nel 1999, con strisce verticali sottili e la croce meneghina sul cuore. Il futuro invece va verso tonalità di rosso sempre più acceso e verso sfumature di nero che partono dai pantaloncini e arrivano nella parte inferiore della maglia. Chissà adesso cosa riserverà il futuro.